itinerario n°4
Mi trovo su una spiaggia dell’Isola d’Elba, nel mezzo del Mar Tirreno: per la precisione sono alle Antiche Saline vicino a Portoferraio. Le saline erano i posti dove si produceva il sale facendo evaporare l’acqua del mare: ce n’erano tante in ogni zona marittima. Da qui partirà il mio viaggio che dalla superficie mi porterà fino in fondo al mare.
L’Isola d’Elba è famosa per avere ospitato Napoleone, ma da qui passano anche tante rotte navali… e se ci si immerge si trovano anche alcuni relitti! Il più famoso ha poco più di cinquant’anni e si trova molto vicino alla spiaggia di Pomonte, a soli 12 metri di profondità. È un piccolo piroscafo chiamato Elviscot, inclinato su un fianco, affondato nel 1972.
Immergendomi nell’acqua, vicino alla costa ligure di ponente, a soli 6 metri di profondità, vedo una serie di cupole: sono delle biosfere trasparenti che contengono degli orti. I giardini di Nemo sono un progetto nato pochi anni fa per coltivare piante sui fondali marini: un posto dove sub e robot sottomarini possono fare giardinaggio insieme!
Genova è bellissima già di suo: ma sott’acqua ha tante cose belle, tutte da scoprire. Al largo di San Fruttuoso, per esempio, davanti al Monte di Portofino, sorge una grande statua chiamata il Cristo degli abissi, meta di tanti sub in immersione.
Ci siamo spostati più a sud, vicino a Napoli, davanti ai Campi Flegrei: un’antica e importante città romana, Baia, è scomparsa nel mare secoli fa, e ora si può visitare solo immergendosi in acqua. Più del cinquanta per cento dei nostri fondali è ancora da esplorare e ci sono sicuramente tesori e scoperte meravigliose, tutte ancora da fare.
Proseguendo ancora più a sud, abbiamo preso un traghetto da Napoli, abbiamo navigato tutta la notte e ci siamo svegliati in Sicilia, sulle vulcaniche Isole Eolie. Stromboli è famosa in tutto il mondo: i vulcani qui si trovano sopra e sotto il mare, e la loro attività è monitorata costantemente da strumenti scientifici.
Ci siamo spostati vicino a Maratea, uno dei pochi tratti marini della Basilicata: qui la costa è spesso ripida, con poche piccole spiagge. Dove la roccia va a picco in acqua, il mare è più profondo: cambiano così anche gli animali che lo abitano, che possono essere di fondale o di superficie, cioè bentonici o pelagici.
C’è una bella leggenda sulle immersioni, la fiaba di Colapesce, ambientata nello stretto di Messina. Cola, a forza di stare sempre in acqua, diventa quasi un pesce: il re lo manda così a scoprire i fondali marini su cui si appoggia la città di Messina. Chi si immerge oggi lo fa per tanti motivi, di persona o con i droni: per pulire le eliche e gli scafi, per preservare la natura, per esplorare…
Messina sorge in un posto pieno di leggende: nell’Odissea Ulisse evita due terribili mostri, Scilla e Cariddi, che vivono sulle due sponde dello stretto. Nel Novecento, un grande scrittore italiano, Stefano D’Arrigo, ha messo qui un altro mostro, l’orcaferone. Per gli antichi, il mare profondo nascondeva tesori e pericoli… ancora oggi è una frontiera da esplorare, ricca di biodiversità.
Siamo risaliti nel mare Ionio, fino ad arrivare a Taranto, nel mare Piccolo: sulla superficie dell’acqua si vedono delle specie di vortici; lì sotto ci sono delle sorgenti di acqua dolce, dei fiumi sotterranei che scendono dalle montagne e sgorgano sott’acqua! Sotto il mare può quindi esserci… altra acqua!
Anche nel Mare Adriatico ci sono tanti relitti sommersi, meta di turismo e di immersioni. In queste stesse acque, in questi anni, sono state anche sistemate delle condotte per unire l’Italia ai Balcani. I tubi fanno dei larghi giri per evitare i relitti, come quello ritrovato nel 2018, durante i lavori del gasdotto Italia – Albania, a 780 metri di profondità: un relitto del VII secolo a.C. con un prezioso carico di ceramiche.
L’isola si trova subito a nord di Palermo. Dalla città si può prendere la nave e raggiungerla in pochissimo tempo. Fu la prima Area Marina Protetta d’Italia e tutt’ora è una delle mete preferite dei sommozzatori: in queste acque limpide, immergendosi, si possono vedere infatti molti pesci e altri animali marini. È un bellissimo modo per conoscere i nostri mari.
Il nostro viaggio si conclude qui, nel canale di Sicilia, apparentemente in mezzo al mare. Eppure, qua sotto, le mappe segnalano dei fondali molto vicini. È l’isola Ferdinandea, emersa nel 1831 per un’eruzione sottomarina, e scomparsa nel 1832 per l’erosione del mare.